Qual’è il passepartout su misura che dobbiamo scegliere? Scopriamo insieme le funzioni dei passepartout per quadri, foto, disegni, quali scegliere e perché. La scelta di passepartout e cornice può essere davvero difficile ma seguendo un paio di principi fondamentali diverrà più semplice.

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PASSEPARTOUT PER QUADRI SU MISURA

Ci sono alcune regole da osservare prima di scegliere il passepartout per un quadro. Bisogna sapere che la scelta è determinata sia da necessità di ordine strutturale che da preferenze di ordine estetico soggettive. 

La prima valutazione da fare, quindi è la più rigorosa, e in un certo senso è obbligatoria. Si tratta di capire la struttura e le caratteristiche del quadro.  La seconda valutazione è invece meno rigorosa e si affida al gusto soggettivo di chi incornicia l’opera.

Cominciamo col ragionare sulla struttura del quadro e sulle regole a cui dobbiamo attenerci per fare la scelta. A tale scopo analizziamo di seguito i principali tipi di quadri.

PASSEPARTOUT QUADRI SU TELA

I dipinti su tela possono essere antichi o moderni. La tela è fissata con graffe o chiodi piramidali su un telaio di legno che può avere diversi spessori. Questi variano da 1 cm fino a oltre 2 cm a seconda delle misure del quadro. Tele molto grandi possono essere fissate anche su telai di oltre 3 cm. 

A cosa serve il telaio? Un telaio serve a mantenere la tela ben stesa. Le graffe, posizionate sui lati, la fissano al telaio e la mantengono senza pieghe.

Il dipinto su tela va obbligatoriamente incorniciato con un passepartout di legno. Spieghiamo il perché. Se provassimo a incorniciare una tela usando un passepartout di cartoncino, in che maniera fisseremmo passepartout  e quadro alla cornice? Semplicemente non potremmo. E’ una cosa che non si può fare.

Il cartoncino non è un materiale rigido. In genere i passepartout di cartoncino hanno uno spessore di 2 mm, quindi sono leggeri e sono privi di consistenza. In sostanza non hanno una battuta e quindi non possono mantenere il quadro al loro interno. Seguire il link per leggere un nostro articolo che spiega cos’è la battuta.

PASSEPARTOUT DI LEGNO SU MISURA

Se prendiamo un passepartout di legno noteremo immediatamente che ha una profondità. Un buon passepartout per quadri ha una battuta di circa 1 cm. Contrariamente al cartoncino, il legno è sufficientemente solido per contenere un quadro al suo interno. Il quadro poi, può essere fissato con dei chiodi trasversali da infilare nella battuta del passepartout. A questo punto quadro e passepartout divengono un solo blocco da incorniciare. Potremo quindi inserirli in una cornice con profondità sufficiente a contenerne lo spessore.

Nel caso di un passepartout di legno è nostra discrezione decidere se usare il vetro oppure no. Sconsigliamo l’uso di vetri o plexiglass per proteggere quadri antichi. Poiché il vetro anticamente non si usava, sappiamo che non è indispensabile. 

Quali sono le problematiche che comportano l’uso del vetro? La luce, quando lo colpisce, crea riflessi che azzerano l’immagine dipinta. Infatti in molti casi il vetro riflette immagini come se fosse uno specchio. Questo è il motivo per cui consigliamo sempre di non usare il vetro o il plexiglass.

DIPINTI SU TAVOLA

I dipinti su tavola sono quasi sempre antichi. Mentre le tele sono apparse intorno al ‘600, prima si dipingeva su tavola. La tavola è un blocco di legno pesante mantenuto rigido e compatto da traversine di legno fissate sul suo retro. La pittura viene stesa sulla sua parte frontale previa preparazione del fondo pittorico. 

Per sua natura la tavola dipinta ha le stesse caratteristiche del quadro su tela. E’ costituito cioè da una superficie piana che ha uno spessore. Poiché le tavole hanno anche spessori maggiori dei dipinti su tela, vale ulteriormente il discorso fatto precedente. Le tavole cioè non possono essere incorniciate con passepartout per quadri di cartoncino. Inoltre anche per queste, sconsigliamo l’uso di passepartout. Sono troppo antiche per essere abbinate a questo elemento così recente. Il passepartout, come elemento complementare della cornice, è apparso intorno al ‘900.

L’abbinamento passepartout e dipinti su tavole è del tutto incongruente. Stona al punto da sembrare ridicolo. Ci è sembrato opportuno indicarlo nel post soprattutto per chi si avvicina ora al mondo dell’antiquariato.

DIPINTI SU CARTONE O COMPENSATO

I quadri dipinti su cartone o compensato possiedono la stessa caratteristica: hanno poco spessore. Il più delle volte sia compensato che cartoncino hanno uno spessore al di sotto dei 4 mm.

Cosa comporta per un quadro avere uno spessore compreso tra i 2 e i 4 mm? Comporta l’essere molto leggero. Ricordiamoci che la leggerezza può essere una qualità. Vediamo perché.

Un compensato sottile, così come un cartone, tende nel tempo ad imbarcare sotto l’effetto dell’umidità. Cosa dobbiamo fare quando ci troviamo di fronte a un quadro di questo tipo? Abbiamo un solo modo per incorniciarlo. Dobbiamo comprimerlo tra un vetro e un cartone di protezione. Il tutto, unito insieme come un sandwich, avrà uno spessore di circa 1 cm che potrà essere incorniciato. Ovviamente la compressione del vetro e del cartone di protezione azzerano la torsione del quadro.

Discorso diverso va fatto per pannelli di compensato con spessore superiore a 5 mm. Essi hanno una robustezza tale da poter essere fissati dentro la cornice senza vetro. Sarà sufficiente applicare dei chiodi posizionati trasversalmente sul retro del compensato. Il dipinto in tal modo si stenderà automaticamente.

PASSEPARTOUT E CORNICE PER FOTO, STAMPE, DISEGNI, E PUZZLE

Cosa hanno in comune i soggetti citati nel titolo? Uno spessore infinitesimale. Essi sono pertanto privi di consistenza e solidità fisica. Più che mai qui, vale la regola è l’obbligatorietà di incorniciarli usando vetro o plexiglass.

A questo punto dell’articolo è bene ricordare che le opere di spessore sottile possono essere incorniciate sia con passepartout di legno che con passepartout di cartoncino. Ciò che è obbligatorio però, è sempre l’uso del vetro. Senza vetro, disegni, foto ecc… non restano stesi dentro la cornice. Vetro e cartone di protezione divengono quindi elementi di supporto fondamentali e obbligatori.

Il passepartout per foto e degli altri soggetti similari, può essere di legno perché avendo di per sé una battuta è come se fosse una cornice. In questo caso il vetro dovrà essere inserito all’interno del passepartout e l’opera schiacciata tra vetro e cartone di protezione. Successivamente passepartout e foto potranno essere incorniciati a piacere con qualsiasi cornice che abbia la necessaria profondità.

ESTETICA DEI PASSEPARTOUT PER QUADRI E FOTO

Da qui in poi parleremo della scelta dei passepartout per quadri determinata da principi di ordine estetico. Se è vero che l’estetica degli oggetti dipende dall’interpretazione degli osservatori, possiamo affermare che l’estetica delle cose è soggettiva.

Cosa vogliamo dire con questo? Vogliamo dire che non piace ciò che è bello ma piace ciò che piace. Più specificamente, poiché il bello è soggettivo abbiamo solo due opzioni per fare la scelta: fare riferimento al nostro gusto o fare riferimento al gusto convenzionale.

In ambito artigianale e artistico il gusto convenzionale deriva da una serie di regole imposte da artisti, architetti e arredatori. Cominciamo facendo una distinzione precisa per ciò che concerne l’uso dei passepartout per foto negli arredi moderni e passepartout per quadri antichi.

PASSEPARTOUT QUADRI ANTICHI SU MISURA

Il mondo dell’antiquariato è caratterizzato da poche semplici regole da mettere in campo per la scelta del passepartout su misura. Poiché Il passepartout è un complemento decorativo apparso meno di 100 anni fa, l’antiquariato lo utilizza in soli pochi casi. Fondamentalmente il quadro da incorniciare deve appartenere alla fine dell’800 o al Novecento. Non si usa passepartout per nessun altro tipo di quadro anteriore a questi periodi.

Si tratta di una regola convenzionale adottata da antiquari e galleristi. Alla sua radice vi è la necessaria ricerca costante dell’antiquariato di riprodurre temi e soggetti in forma legittima. Sarebbe davvero improprio inscatolare un dipinto molto antico in una struttura che non fa parte della sua natura.

PASSEPARTOUT QUADRI DELL'800 E DEL NOVECENTO

Per quadri dell’Ottocento e del Novecento esistono due approcci diversi per la scelta del passepartout. La scelta è inoltre molto semplice perché si basa solo su due tipi di finiture: passepartout dorato o passepartout laccato color avorio. L’antiquariato convenzionale non ammette alcuna altra scelta.

Passepartout dorato su misura

I passepartout su misura dorati si usano di larghezze piccole. Più propriamente essi devono avere dimensioni di larghezza contenute tra i 2 e i 3 cm a vista. Sono rari i casi in cui si vedono passepartout di larghezze superiori o inferiori. Questi svolgono la funzione di distanziare il quadro dalla complessità della cornice. Per complessità della cornice intendiamo le decorazioni, spesso anche troppo elaborate nelle cornici antiche.

Quando ci troviamo di fronte a un quadro, dobbiamo capire che quantità di decorazioni abbinargli al fine di farlo risaltare. Sarebbe improprio soffocarlo dentro a una cornice troppo ricca. L’osservatore infatti, si concentrerebbe sul virtuosismo decorativo della cornice piuttosto che sulle qualità pittoriche del quadro.

In fine la funzione del passepartout dorato è quella di ammorbidire la ricchezza della cornice. Esso ci consentirà di abbinare anche cornici molto ricche a quadri sobri. Questo è un risultato che si cerca per impreziosire l’opera senza necessariamente soffocarla. 

Passepartout laccato avorio

Mentre Il passepartout dorato si usa principalmente per quadri dell’800, il passepartout laccato si usa per quadri del ‘900. Il passepartout laccato avorio ha un tipico colore definito tasto di pianoforte. E’ un colore vissuto, patinato, che si abbina bene a quadri di una certa età.

La regola prevalente però, per la scelta tra passepartout dorato e laccato, è data dai colori che troviamo sul quadro. Le tele del primo ‘900 si caratterizzano per avere molti toni color avorio. Da qui la scelta specifica che il mondo dell’antiquariato ha sviluppato per incorniciare questo tipo di dipinti.

L’abbinamento tra l’avorio e il colore del dipinto creeranno un’eccezionale armonia che servirà da matrimonio tra il quadro è la cornice. In effetti si tratta di una tecnica tra le più riuscite in ambito antiquariale. Tra le varie tendenze apparse nel ventesimo secolo è forse una delle più riuscite.

PASSEPARTOUT QUADRI E FOTO MODERNI

Esistono in ambito artistico diversi stili moderni. Si vedano per esempio tutti gli stili pittorici del ‘900 e quelli dell’arte contemporanea. Più in generale l’arte contemporanea è caratterizzata da stili che si propongono in modo molto libero. Risultano essere cioè privi di regole che li intrappolano dentro dogmi inderogabili. Non obbligano quindi artista e collezionista a nessuna scelta forzata.

Questa caratteristica degli stili moderni, si traduce in una sorta di eclettismo. Ovvero ciascun artista, così come il collezionista, sceglie in base alla propria creatività. Se da un lato essa si rivela essere una proficua possibilità per generare soluzioni variegate, dall’altro può causare confusione ai collezionisti meno esperti.

Facciamo ora luce su quali comportamenti bisogna adottare per incorniciare l’arte visuale contemporanea. L’uso del passepartout su misura di cartoncino per foto e similari diviene predominante in questa categoria di stili. 

Il Novecento ha prodotto la stragrande maggioranza dei dipinti su carta. E’ nato il concetto di litografia e ha preso piede l’arte fotografica. E’ proprio per questo nuovo tipo di opere che l’uso del passepartout di cartoncino ha ottenuto popolarità. Negli ultimi decenni ne sono apparsi in tutti i colori e grandezze.

Un passepartout che crea riposo tra opera e cornice può essere largo oltre 5 cm. E’ a discrezione dell’artista la scelta di questa proporzioni. Più il passepartout è largo è più l’opera diverrà grande ed importante. Si tratta ovviamente di un risultato ottico, che non per questo va sottovalutato.

Colori del passepartout di cartoncino

Le possibilità di selezione in questo ambito sono numerose. Esistono colori di tutti i tipi, anche distinti da bellissime variazioni cromatiche. A questo punto, come già spiegato precedentemente, la scelta è assolutamente soggettiva. Non esistono parametri oggettivi, comandati da schemi stilistici conclamati, che possano creare una forzatura in tal senso. Qui il libero arbitrio dell’architetto, dell’arredatore o del collezionista è il protagonista principale.

Poiché noi del Laboratorio Federici siamo estremamente convinti che l’arte contemporanea non debba sottostare a precisi canoni estetici, consideriamo questo tipo di scelta come una mozione dell’anima. Ognuno di noi, dentro sé stesso, sa esattamente ciò che desidera o preferisce. Quindi non dovendo replicare qualcosa che è già esistito in passato, ognuno ha la facoltà di decidere quale risultato estetico ottenere.

Abbiamo infine deciso di non dilungarci più di tanto, per i sopra descritti motivi, quali debbano essere gli accostamenti più idonei tra quadro moderno e passepartout. Tolta l’interessante condizione di tener sempre conto dell’ambiente in cui l’opera dovrà stare, usare il buon senso per attirare le categorie di osservatori che ci interessano risulta essere la regola principale.

In sostanza, se sceglieremo colori di passepartout molto evidenti, questi andranno a contrastare con i colori del quadro. Cercare una proporzione armonica e bilanciata tra quadro e cornice resta pertanto uno dei nostri scopi principali. Se contrariamente a quanto detto, sceglieremo colori pastellati, come per esempio l’avorio, il nostro passepartout su misura non soffocherà i colori del dipinto che incornicia.